Islanda, costa nordorientale: cosa vedere

Dopo aver visitato i fiordi orientali, proseguiamo lungo la Ring Road esplorando la zona nordorientale dell’isola. Qui i paesaggi sono in continua trasformazione, dagli altopiani alle coste della baia di Husavìk alla zona del lago Myvatn, una delle aree più segnate dalla presenza vulcanica dell’intera Islanda. In quest’articolo troverete le informazioni sull’Islanda, costa nordorientale: cosa vedere, dove mangiare e dove alloggiare

Islanda, costa nordorientale: cosa vedere

Abbiamo dedicato a questa zona due giorni, secondo me necessari anche solo per coprire la distanza dalla tappa precedente. Un’ipotesi per “guadagnare” un giorno potrebbe essere di non rimanere a dormire sui fiordi orientali ma spostarsi verso l’interno o verso nord già in serata. 

Giorno 1

Dettifoss

Il nord dell’Islanda ci accoglie con il frastuono della cascata dalla portata maggiore d’Europa, la Dettifoss, che in estate scarica a valle fino a 400 litri d’acqua al secondo! Esistono due punti di osservazione della cascata, noi abbiamo scelto il lato occidentale – impostate Dettifoss west viewpoint sul navigatore – perché la strada per arrivarci non è sterrata e anche perché all’ora in cui siamo arrivati dall’altro lato la cascata sarebbe stata controluce e non saremmo riusciti ad apprezzarla del tutto. 

Islanda, costa nordorientale: cosa vedere

poco distante dalla Dettifoss si trova anche la più piccola Selfoss, raggiungibile con un percorso di pochi minuti.

Asbyrgi Canyon

Si tratta di un canyon a forma di ferro di cavallo, anche se per apprezzare questa peculiarità bisognerebbe vederlo dall’alto, mentre la maggior parte dei percorsi lo attraversano. Esiste un punto d’osservazione più elevato, ma noi non l’abbiamo raggiunto perché ha iniziato a piovere e abbiamo preferito risparmiarci una salita seguita probabilmente da una vista poco gratificante, ma se avete la fortuna di passarci in una giornata di bel tempo – o con un drone – merita senza dubbio una sosta.

Husavìk 

Tappa praticamente obbligata in quasi tutti i tour dell’Islanda. Da qui, infatti, partono le escursioni per fare whale watching. Sul whale watching ho scritto un articolo ad hoc, cercando di rispondere a tutte le domande che io stessa mi sono posta prima di partire – ha senso farlo? Quanto costa? Dove farlo? È un’attività sostenibile? Come scegliere la compagnia migliore – quindi mi limito a dire che, sì, secondo me è un’esperienza da fare e che è possibile farlo in maniera sostenibile e rispettosa degli animali.

Islanda, costa nordorientale: cosa vedere

Inoltre Husavìk è una bella cittadina, noi ci siamo capitati in una sera di festa, con un concerto in piazza e tanta gente, e l’abbiamo trovata davvero piacevole. Ci sarebbe piaciuto fermarci per cena, magari al Naustið, ma eravamo in ritardo per il check-in e siamo dovuti scappare, a malincuore.

Giorno 2 

Il secondo giorno nella zona nordorientale dell’Islanda ci siamo dedicati all’esplorazione dei dintorni del lago Myvatn, un’area segnata da secoli di intensa attività vulcanica che hanno lasciato impronte davvero evidenti sul paesaggio.

La cosa che colpisce di più, come in tutta l’Islanda, è che questi fenomeni non sono poi così antichi: la maggior parte, infatti, risalgono a un paio di millenni fa, non così tanto se si considera l’età della terra!

Trattandosi di un’area circoscritta, è possibile esplorarla anche noleggiando una bici. Quasi tutti i campeggi e le guesthouse offrono questo servizio a prezzi relativamente contenuti (sempre rispetto agli standard islandesi).

Skútustaðagígar

Cominciamo da questi buffi pseudo-crateri che affiorano dalle acque del lago, generati dal contatto tra la lava bollente e l’acqua fredda, che ha determinato delle esplosioni di vapore con successivo collasso della terra. Ora i crateri sono ricoperti di un soffice manto d’erba e vi si può tranquillamente passeggiare intorno.

Islanda, costa nordorientale: cosa vedere

promontorio di Höfði

Da questo promontorio, che si incontra poco oltre gli pseudocrateri, si osservano delle formazioni laviche peculiari, i klasar, pilastri di lava che emergono dal lago e che, almeno a quanto dice la guida, sono stati usati come scenografia naturale nel set di Game of Thrones.

Dimmuborgir

Sempre a poca distanza si estende un vero e proprio campo di lava, una distesa di formazioni laviche di forme e dimensioni differenti. Alcune di queste si sono guadagnate dei soprannomi – come la “kirkjan”, chiesa, per la sua forma che ricorderebbe una chiesa gotica – ed esistono diversi sentieri da seguire nel campo.

La leggenda vuole che questa zona sia abitata da elfi e troll, in particolare dagli Yule Lads, tredici troll che emergono dal loro letargo nel periodo di Natale per assolvere ad una funzione simile a quella di Babbo Natale!

Hverfjall 

Dal Dimmuborgir si può raggiungere, attraverso un sentiero un po’ impervio, questo immenso cratere, altrimenti raggiungibile anche dalla strada principale, con un sentiero decisamente migliore. Si tratta di un enorme cono il cui cratere, del diametro di circa 1km, è un cerchio praticamente perfetto.

La cima del cratere si raggiunge con un trekking breve, sebbene intenso, e una volta arrivati si può decidere di percorrerne la circonferenza, che richiede un’oretta di cammino. Fatelo se avete voglia di passeggiare e non avete fretta, ma tenete presente che una bella vista sul Lago Myvatn nonché sul cratere stesso si gode anche dal primo punto che si raggiunge dopo la salita.

Hverir 

Il punto più interessante e particolare dell’intera zona è senza dubbio l’area geotermale di Hverir, un susseguirsi di fumarole e crateri dove ribolle continuamente un fango denso, scuro e maleodorante. Presentata così non sembra una tappa memorabile ma, fidatevi, è una delle cose più straordinarie dell’intero viaggio e sembra davvero di essere su un altro pianeta, con l’intenso odore di zolfo e le vampate di calore che arrivano imprevedibili. 

Islanda, costa nordorientale: cosa vedere

Grjótagjá cave

Piccola deviazione nella zona delle terme per vedere questa grotta caratterizzata da un’acqua di un bel blu intenso. Fino a qualche decennio fa gli abitanti della zona vi facevano il bagno perché l’acqua era piacevolmente calda, ma un’eruzione negli anni Settanta l’ha resa inaccessibile portando la temperatura dell’acqua oltre i sessanta gradi. Insomma, attenzione a non scivolare! Anche qui hanno girato delle scene di Game of Thrones.

Islanda, costa nordorientale: cosa vedere

Myvatn Nature Baths

L’alternativa più economica – ma non meno turistica, come promettevano tanti siti e la stessa guida – alla Blue Lagoon. Situazione un po’ più spartana – vi servirà un asciugamano, perché qui sono forniti solo a pagamento, e non aspettatevi tutta la selezione di creme corpo e capelli che si trovano nella più blasonata località nella penisola di Reykjanes. Ad ogni modo, qualche ora nell’acqua bollente con vista sul lago Myvatn non dispiace affatto, quindi se avete tempo e voglia di un po’ relax, veniteci. 

Meglio prenotare online, di questi tempi. L’ingresso costa circa 37€ a persona.

Goðafoss

La cascata, che prende il nome dalla leggenda che vuole che qui furono gettate le statuette degli dèi quando gli islandesi decisero di convertirsi al cristianesimo, è piuttosto imponente, a semicerchio, ed è secondo me una delle più belle dell’isola.

Tra i (pochi) rimpianti di questo viaggio c’è non esserci andata all’alba, per godermela con una luce più rosata e senza il viavai di turisti che qui, forse perché la strada dal parcheggio alla cascata è asfaltata e in piano, è decisamente notevole. 

Islanda, costa nordorientale: dove mangiare

Fjallakaffi

È un’area di servizio incastonata tra le montagne, che però merita una sosta, anche solo per sentirsi come in quei film americani in cui i protagonisti guidano tutto il giorno nel bel mezzo del nulla. Potete prendere una tazza di caffè o dei waffles con marmellata e panna o la solita zuppa, servita a qualsiasi ora del giorno.

Husavìk, Naustið

Un altro dei rimpianti del viaggio è questo ristorante amatissimo dai local, recensito con entusiasmo sulle pagine social, che si trova in un edificio giallo nell’animata e graziosa Husavìk. La prima sera eravamo in ritardo per il check-in, la seconda era chiuso perché domenica. Se potete, prenotate, andateci, raccontantemi cosa mi sono persa. Magari nulla, chissà, ma io ho una gran passione per “le rose che non colsi”.

Lago Myvatn, Daddi’s pizza

Lo so, molti di voi disapproveranno, ma io, da cultrice della pizza napoletana, col cornicione alto e rigorosamente margherita, vi dico: datele una chance. Semplicemente, mangiatela senza pensare che sia una pizza. Così, ne apprezzerete la fantasiala pizza della casa è con trota salmonata, pinoli e cream cheesesenza farvi influenzare dal pregiudizio. L’ambiente è informale, si mangia all’aperto in poco tempo e fa anche asporto, ottima per spezzare la fame prima di un tuffo alle terme.

Islanda, costa nordorientale: dove alloggiare

Hlid bed & breakfast, Reykjahlíð

Posizione comodissima per esplorare la zona del lago, alloggi molto semplici ma funzionali e con una colazione inaspettatamente top! Pancakes preparate al momento, calde e fumanti, mini croissant burrosi al punto giusto e yogurt fresco. 

Unico aspetto negativo, secondo me: l’acqua calda che esce dalla doccia è acqua termale. Bene ma non benissimo se si considera che puzza terribilmente di zolfo e vi dovrete tenere quell’odore in camera per un bel po’ dopo la doccia. La cosa senza dubbio positiva è che, al contrario di quanto temevo, l’odore non rimane sulla pelle!

145€ a notte.

Camp Boutique Original North

Glamping pazzesco sulla riva del fiume, a pochi chilometri dalla Goðafoss, con yurte arredate in stile nordico e servizi perfetti: bagni e docce comuni impeccabili e una cucina discretamente attrezzata con anche la possibilità di fare il barbecue. La ragazza che lo gestiva quest’estate era molto disponibile e alla mano, abbiamo fatto una bella chiacchierata ed è stato davvero piacevole, anche perché nella maggior parte degli altri alloggi, tra self check-in o ingressi ad orari infelici, non abbiamo incontrato nessuno. 

145€ a notte ben spesi. In più c’è la possibilità di acquistare la colazione per circa 10€, il che non è male, considerato che il campeggio è abbastanza isolato. 

qualche consiglio

Se ci andate in piena estate, portatevi una mascherina per gli occhi: qui il fatto che il cielo non diventi mai davvero scuro potrebbe essere un problema, anche se ben compensato dalla bellezza di dormire con gli uccellini che cantano sul fiume.

Anche il freddo è un elemento da considerare: il letto è riscaldato e c’è una piccola stufa elettrica, ma conviene attrezzarsi con indumenti più pesanti di un semplice pigiama.