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Weekend lungo tra Lago di Garda e Valpolicella

dove: Lago di Garda e Valpolicella, Veneto
come: auto
cosa: città, natura, vino, cibo, paesaggi
quando: primavera inoltrata, estate, primo autunno
per quanto: weekend lungo
a quanto: 200€ a testa circa

Tornare a viaggiare, dopo tanti mesi in cui siamo stati fermi – non solo fisicamente, ma anche con i progetti, i piani, persino i sogni – è un po’ come tornare a respirare a pieni polmoni. Io ho ricominciato dalle mie grandi passioni: laghi, vino, paesaggi naturali riposanti e rigeneranti. 

L’itinerario che vi propongo si snoda tra il Lago di Garda e due valli poco distanti, la Val d’Adige e la Valpolicella, terra d’origine dell’omonimo vino.

l’itinerario in breve

giorno 1

Sirmione

relax in agriturismo

Verona

giorno 2

Valpolicella, degustazione in una cantina e picnic

Trekking: ponte tibetano della Val Sorda

Cena a San Zeno di Montagna

giorno 3

Santuario della Madonna della Corona

Torri del Benaco

Punta San Vigilio e Baia delle Sirene

Lazise

dove dormire

Spaziamo tra la costa del Lago di Garda e le prealpi veronesi, ma le distanze da percorrere sono piuttosto ridotte. L’ideale è pernottare in un luogo in una posizione intermedia, come l’Agriturismo Casalmenini – Corte Patrizia a Rivoli Veronese, nella Val d’Adige. Il casolare di campagna è circondato dai vigneti e la proprietà si estende fino al bosco alle pendici dei colli.

Di questo posto abbiamo amato tutto: la piscina affacciata sui filari delle vigne, la disponibilità dei giovani proprietari, che ci hanno accolti come se fossimo amici di vecchia data e ci hanno riempito di consigli, l’idea geniale di sostituire il buffet della colazione con un cestino da picnic.

Noi ci siamo stati (troppo) poco, ma l’agriturismo offre una varietà di esperienze e attività – yoga, aperitivi a bordo piscina, degustazioni… – che si potrebbe tranquillamente trascorrere qualche giorno qui senza mai uscirne!

giorno 1

Sirmione

Partendo da Milano, il primo impatto con il Lago di Garda è con i borghi della sponda lombarda e Sirmione è, a mio parere, imperdibile. 

Costruita su una penisola che si protende sul lago, dominata dall’imponente Castello Scaligero e circondata da un’acqua di un colore così vivido che sembra quasi “vittima” di un filtro di Instagram, questa curata cittadina ha tantissimo da offrire.

Cosa fare a Sirmione in un giorno (o più):

  • Percorrere la passeggiata panoramica sul lungolago, attraversando uliveti e inebriandosi dei profumi della macchia mediterranea, come quello del finocchietto selvatico, che danno la straniante illusione di trovarsi sul mare.
  • Prendere il sole “in Jamaica”. La spiaggia più famosa di Sirmione è detta Jamaica Beach per via della peculiare conformazione della costa, che qui si presenta con grandi lastroni bianchi, regalando a chi fa il bagno l’illusione di trovarsi in una baia caraibica – e non sto scherzando, per quel che ho visto io Sirmione non ha nulla da invidiare a Varadero.
  • Visitare le “Grotte di Catullo”, i resti di un’antica villa romana costruita sulla punta estrema della penisola, proprio sopra la Jamaica Beach (mica scemi, i Romani). Unica nota negativa: gli orari, che erano abbastanza ristretti già in epoca pre-Covid e attualmente il sito archeologico è accessibile soltanto mezza giornata (al mattino dal giovedì al sabato, pomeriggio da domenica a mercoledì) a pochissime persone alla volta.
  • Godersi qualche ora alle terme. Nota zona termale fin dall’epoca romana, a Sirmione ci sono diverse strutture che offrono piscine termali e trattamenti. La mia preferita, per posizione e servizi, è Aquaria, con la sua infinity pool affacciata sul lago. Se ci andate nel tardo pomeriggio, potreste avere la fortuna di godervi un tramonto spettacolare.
l’alternativa low budget

Se non avete tempo o voglia di investire un pomeriggio intero – e un bel po’ di soldi – in una struttura termale, esiste un’opzione low budget: percorrendo la passeggiata panoramica, poco prima del Lido delle Bionde, in prossimità di una casetta gialla, si trovano delle piscine naturali delimitate da rocce, nel lago. Qui l’acqua mantiene una temperatura costante di circa quaranta gradi per tutto l’anno, ed è possibile godersi i benefici delle terme a costo zero!

  • Ammirare la penisola dall’acqua, noleggiando un pedalò oppure partecipando ad un tour in motoscafo. Sia prima di oltrepassare il ponte che conduce nel centro storico, sia di fronte alla piazza principale, si trovano diversi banchetti dove è possibile acquistare il biglietto. Il tour standard, con la barca in condivisione, costa 10€ e dura mezz’ora. Ne vale decisamente la pena e, se arrivate nel tardo pomeriggio, prenotate l’ultimo giro, che parte al tramonto: dev’essere spettacolare!

Rivoli Veronese – relax in agriturismo

Quando viaggio in estate, mi piace ritagliarmi un momento della giornata per riprendermi dal caldo e dalla fatica, meglio se a bordo piscina, meglio ancora se con un calice di vino prodotto in loco.

Ci godiamo le luci calde del pomeriggio inoltrato, mentre le ombre del casolare si allungano sulle vigne e sulla piscina e, anche se l’acqua è ancora troppo fredda, anche solo starsene qui con i piedi a mollo è decisamente rigenerante.

Cena a Verona

Nonostante la zona sia ricca di locali decidiamo di spostarci a Verona per la cena, per rivedere la città in cui, ormai sei anni fa, abbiamo festeggiato una laurea e comprato i primi addobbi per il nostro albero di Natale!

Qui, sempre grazie all’indicazione di un’autoctona, mangiamo (molto bene) all’Antica Torretta, in un dehor pervaso dal profumo del gelsomino e da un’atmosfera decisamente rilassata. Subito dopo, ci godiamo la prima passeggiata senza mascherina dopo mesi.

giorno 2 

degustazione di vini della Valpolicella in una cantina

Quando si parla di Valpolicella, non si può non pensare ai suoi vini rossi dal profumo intenso. Quindi, una volta qui, è d’obbligo una tappa in una delle numerose cantine della zona per fare una degustazione di vini locali.

Noi abbiamo fatto una degustazione con pic-nic alla cantina Albino Armani, a Marano di Valpolicella, nella zona della cosiddetta Valpolicella classica, che comprende le valli di Marano, Negrar e Fumane.

La cantina sovrasta la valle di Marano e già soltanto la strada percorsa per arrivarci vale il viaggio: si attraversano distese e distese di vigneti, fino a trovarsi sulla sommità di una collina dalla quale la vista spazia tra i muretti a secco, i pergolati di vite e gli alberi di ulivo sparsi qua e là. Nonostante ci troviamo oltre i cinquecento metri di altitudine, infatti, la presenza del Lago di Garda a poca distanza ha un effetto mitigatore sul clima.

Perché conviene sempre fare una visita in cantina, anche dopo averne fatte tante

Le visite in cantina sono sempre piacevoli perché non si smette mai d’imparare. Qui, per esempio, vediamo per la prima volta il vino affinato in anfora, di cui avevo sentito parlare ma che non avevo mai visto con i miei occhi. L’affinamento in anfora è una tecnica antica che in alcune zone dell’est Europa non è mai andata perduta, mentre in Italia è stata recuperata soltanto negli ultimi anni. La peculiarità di questo particolare tipo di invecchiamento è che il vino non viene “influenzato” dal contatto con il legno nella botte, e quindi conserva meglio le caratteristiche organolettiche originarie e i profumi dell’uva.

Il picnic degustazione

Dopo la visita in cantina, si passa alla degustazione, proposta (anche) nella versione picnic: riceviamo una scatola di legno, quelle in cui di solito si conservano le bottiglie, con il necessario per “apparecchiare” il nostro angolino di prato preferito. La zona riservata al picnic è una terrazza erbosa con vista sull’intera valle, e taglieri e calici di vino, all’ombra di un ulivo, sembrano ancora più buoni.

Trekking in Val Sorda – il ponte Tibetano

Ma non siamo qui solo per bere e mangiare! Marano di Valpolicella è famosa anche perché tra i suoi boschi si cela un ponte tibetano non tra i più “spaventosi” del suo genere, ma comunque suggestivo.

Il percorso per raggiungerlo parte da Malga Biancari (qui le coordinate Google Maps) e offre due possibilità:

  • percorrere il sentiero in discesa, attraversare il ponte, procurarsi un brivido ondeggiando sospesi a cinquanta metri d’altezza sul dirupo e poi ritornare indietro per la stessa strada (circa un’ora e mezza)
  • proseguire oltre il ponte lungo il percorso ad anello che in circa tre ore vi riporta al punto di partenza. Noi abbiamo scelto questa seconda opzione, ma col senno di poi avremmo optato per la prima: il percorso dopo il ponte non è né particolarmente panoramico, né particolarmente ben segnalato. Anzi, in alcuni tratti è scivoloso, soprattutto se nei giorni precedenti è piovuto, e richiede attrezzatura adeguata, un buon allenamento e tanta attenzione. Insomma, meglio concedersi una passeggiata panoramica tra le vigne o una tappa a San Rocco, frazione di Marano con un belvedere affacciato sulla valle.

Cena a San Zeno di Montagna

Su suggerimento di Carlo, il proprietario di Corte Patrizia, prenotiamo un tavolo all’agriturismo Scriciol, a San Zeno di Montagna. L’agriturismo sorge in una posizione super panoramica che offre una vista incredibile sul Lago di Garda, dall’insenatura di Desenzano fino alla sponda trentina. Fate in modo di essere qui prima del tramonto, perché la posizione è perfetta per vedere il sole scomparire dietro le montagne (o, nel nostro caso, dietro le nuvole minacciose!). 

Nonostante la vista sul lago, qui si mangiano piatti di montagna: polenta, tartufo, formaggi…e, se capitate di sabato, sappiate che è la serata “ciaspola”. La ciaspola, abbiamo scoperto in quest’occasione, è una specie di focaccia di forma ellittica condita in vario modo (noi l’abbiamo presa con crudo e mascarpone).

giorno 3

Santuario della Madonna della Corona

Incastonato su una parete rocciosa del Monte Baldo, sembra sospeso a mezz’aria, quasi fosse una propaggine della roccia stessa. Il punto d’osservazione più suggestivo sul santuario lo si ha dalla fermata del bus che fa la spola tra il parcheggio e il tunnel nella roccia che conduce all’ingresso vero e proprio della chiesa.

Per raggiungerlo ci sono due possibilità:

  • A piedi, attraverso il “Sentiero della speranza” che partendo da Brentino Belluno si snoda lungo tornanti e scalinate. Il tempo di percorrenza è di circa due ore ed è abbastanza panoramico.
  • In auto, impostando su Google maps “Santuario della Madonna della Corona” si raggiunge un ampio parcheggio da cui il santuario è facilmente raggiungibile con una discesa di un chilometro scarso o con una scalinata.

Torri del Benaco

Torniamo sul lago di Garda visitando uno dei borghi più caratteristici della costa veneta: Torri del Benaco. Come altri comuni del lago, è dominato da un castello scaligero e i suoi punti nevralgici sono il piccolo porto e la lunga passeggiata sul lungolago, costellata di ristoranti. Ne scegliamo uno, l’Osteria del 4, per un pranzo a base di pesce di lago (imperdibile la carbonara di pesce di lago!) e poi proseguiamo la passeggiata fino alla spiaggia, all’estremità del paese, per poi ritornare verso il parcheggio attraversando il centro storico, piccolo ma grazioso e molto curato.

Punta San Vigilio e Baia delle Sirene

Tra Torri del Benaco e Garda si allunga sul lago la penisola detta Punta San Vigilio, con il suo parco di ulivi che affollano i terrazzamenti fino all’ampia spiaggia (Baia delle Sirene) e il pittoresco porticciolo, che ospita anche una locanda (piuttosto cara, ma sicuramente panoramica).

Sulla strada, poco prima di raggiungere la discesa verso la punta, s’incontra il parcheggio della spiaggia, a pagamento. Un poco più avanti, proprio in prossimità della discesa c’è un secondo parcheggio, libero ma con mancia, almeno quando siamo andati noi.

L’accesso al porticciolo è gratuito e super consigliato – a giudicare dalla posizione, dev’essere un ottimo punto di osservazione per il tramonto – invece per il parco e la spiaggia bisogna pagare un biglietto d’ingresso (5€ dopo le 16, 10 per l’intera giornata) che dà diritto all’uso di un lettino. Il luogo ideale dove concedersi un paio d’ore di relax e un bagno rinfrescante nel lago, che in questo punto ha un colore incredibile!

Lazise

L’ultima tappa del nostro viaggio nella provincia di Verona è stato il paese di Lazise, che vanta il primato di essere il primo comune italiano riconosciuto. Passeggiata sul lungolago – volendo la passeggiata arriva fino a Bardolino – e cartoccio di fritto misto preso da George – fish and chips e gustato su una panchina vista tramonto. Il modo perfetto per concludere il weekend.