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mal di montagna in Sud America 

Come affrontare il mal di montagna in Sud America è la domanda che mi sono sentita fare più spesso, ecco dunque quello che ho imparato io nel nostro viaggio tra 2500 e 5000m

il mal di montagna, che in Sud America chiamano soroche, è generato dalla rarefazione dell’ossigeno in alta quota e può avere effetti leggeri e passeggeri, come mal di testa, fatica e nausea, ma in casi più gravi può portare a crisi respiratorie e persino l’edema cerebrale.

il modo in cui il corpo reagisce all’altitudine non è prevedibile: non ci sono particolari fattori di rischio, ma non aiuta neanche essere allenati, abituati a camminare in montagna, giovani e/o in salute. Semplicemente, è fortuna, anche se pare che per chi fuma abitualmente possa essere più semplice adattarsi, dal momento che il corpo è abituato a “lavorare” con meno ossigeno a disposizione

la cosa più efficace per contrastare il mal di montagna è concedersi del tempo per acclimatarsi, salire il più possibile gradualmente e prendersi qualche giorno di adattamento prima delle cose più impegnative 

il giorno prima dei picchi di quota abbiamo preso un farmaco, il diamox. Chiedete al vostro medico perché so di persone che hanno avuto effetti collaterali spiacevoli soprattutto a livello intestinale

sempre il giorno prima delle salite più impegnative ci è stato consigliato di evitare alcol, fritti e carni rosse e prediligere carboidrati a lento assorbimento, come patate o pasta. Così a San Pedro abbiamo mangiato una delle migliori pizze mai assaggiate all’estero! Qui trovate il dettaglio!

non strafate: sopra i 4000, evitate scatti di corsa, movimenti bruschi, attività intense, soprattutto all’inizio, e se non vi sentite bene rallentate, ma senza sedervi perchè, ci spiegava Sheryl, la nostra guida a San Pedro, per il corpo è più faticoso rialzarsi che riprendere a camminare dopo una pausa

caramelle e foglie di coca vanno alla grande e aiutano, si trovano in tutti i negozi. Nei locali o a colazione negli hotel troverete anche gli infusi di coca e di muna muna

la maggior parte delle persone accusa i sintomi più spiacevoli di notte, quando già al corpo arriva meno ossigeno. Prima di partire avevo letto di evitare, nelle tappe in cui si dorme in quota, come Puno e il lago Titicaca, di dormire completamente sdraiati ma di rimanere un po’ sollevati per garantire una maggiore ossigenazione. Un altro consiglio che ho seguito, nonostante il freddo, è stato lasciare leggermente aperta una finestra.

Non abbiate paura: in genere hotel/guide durante i tour hanno ossigeno a disposizione per le emergenze, a volte bastano pochi minuti di ossigeno per riprendersi completamente 

essere stati male in precedenza non vuol dire che starete male di nuovo: a me era successo in Vietnam e sul Monte Bianco e qui invece non ho avuto problemi: non privatevi di quest’esperienza per paura di stare male!

Se state organizzando un viaggio in Sud America, qui trovate tutti gli articoli dedicati.