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Itinerario sulla “costa dei Trabocchi” in Abruzzo

cinque tappe imperdibili alla scoperta di uno tratti più caratteristici della costa adriatica

Tra le scoperte di quest’estate tutta italiana ci sono loro: i trabocchi, o trabucchi, imponenti costruzioni di legno protese nel mare ma saldamente ancorate alla terraferma. Popolo di pastori più che di pescatori, gli Abruzzesi hanno studiato un modo per pescare senza andar per mare e ora la costa adriatica tra Pescara e il Gargano è puntellata di queste strutture, alcune in stato di abbandono, molte riconvertite in ristoranti e restituite al loro antico splendore.

Vi propongo un itinerario alla scoperta dei trabocchi secondo me più caratteristici della costa abruzzese. Noi l’abbiamo percorso in auto, ma alcuni tratti sono serviti da una panoramica pista ciclopedonale che potrebbe rivelarsi un’ottima alternativa green.

1) Promontorio dannunziano, San Vito Chietino

L’itinerario parte da un punto assai panoramico, il belvedere del promontorio dannunziano, che s’incontra sulla Statale Adriatica scendendo verso Vasto da Pescara. Qui lasciamo la macchina sul ciglio della strada – non a lungo, ché già un residente voleva chiamare la polizia! – e ci affacciamo per avere una visione d’insieme della costa: nelle giornate limpide lo sguardo abbraccia numerosi trabocchi protesi su un’acqua cristallina. 

Non stupisce che d’Annunzio, che trascorse in una villa qui vicino (il cosiddetto eremo dannunziano) alcune estati con l’amante Barbara Leoni, li abbia definiti “ragni colossali” osservandoli da quassù.

2 ) trabocco punta Tufano, Rocca San Giovanni

Proseguiamo per pochi chilometri sulla Statale Adriatica, finché sulla sinistra non compare un parcheggio condiviso tra diversi locali, come Baracconda o il Porticciolo. Possiamo parcheggiare qui (o lungo la strada) e proseguire a piedi, a sinistra rispetto al porto, seguendo l’indicazione per il trabocco punta Tufano, che è anche un ristorante. Di tutti quelli incontrati sulla costa, secondo me, è il più caratteristico, anche perché sono visibili le reti da pesca appese ai lunghi bracci.

3) Trabocco Sasso della Cajana, Rocca San Giovanni 

Poco più avanti rispetto al trabocco Punta Tufano, superando i binari dismessi della ferrovia, attiva fino al 2005, si trova un altro trabocco convertito in ristorante. A giudicare dalle recensioni, rispetto ad alcuni che nella trasformazione in ristoranti si sono “infighettati” (a buon diritto, aggiungerei), questo ha conservato un carattere piuttosto genuino, quindi potrebbe essere una buona idea per un’insolita pausa pranzo.

4 ) trabocco Punta Cavalluccio, Rocca San Giovanni

Riprendiamo la macchina e raggiungiamo quello che forse è uno dei più noti trabocchi della costa. Non fatevi ingannare dalle macchine che incontrerete parcheggiate lungo la strada, imboccate la discesa che conduce al trabocco e girate a sinistra, c’è uno sterrato abbastanza ampio dove lasciare l’auto. Il trabocco Punta Cavalluccio è diventato un ristorante di lusso – menu fisso a 60€ vino incluso, prenotare con largo anticipo! – e deve la sua fama, oltre che all’intraprendenza dei gestori, anche all’imponenza della struttura, più articolata e solida delle altre.

5) Riserva naturale di Punta Aderci, Vasto

Concludiamo la giornata con un bagno al mare alla riserva naturale di Punta Aderci, a nord di Vasto, dove i resti di un vecchio trabocco, dismesso e abbandonato, sono stati da poco ristrutturati. La riserva è piuttosto frequentata da autoctoni e turisti, ma le due spiagge libere sui due versanti del promontorio sono molto ampie e non sarà difficile trovare posto. Per raggiungere la spiaggia si percorre un breve tratto a piedi dopo il parcheggio, una “discesa” al mare che ci è sembrata assai semplice dopo gli stradelli impervi del Conero. 

Tappa bonus: Vasto

Già che siamo da queste parti, ci concediamo un giro a Vasto, deserta e sonnecchiante nel primo pomeriggio (avremmo voluto visitare il Giardino Napoletano, con la sua bella vista sul golfo, ma riapriva alle 18, in un mood molto spagnolo), che si rivela una bellissima scoperta.

Inoltre, è vietato lasciare l’Abruzzo senza aver mangiato gli arrosticini. Noi l’abbiamo fatto proprio a Vasto, al ristorante Transumanza, che non posso che consigliare. Scegliete la versione “tagliata a mano”, più rustica e irregolare degli arrosticini classici.

Sono banale se dico che sono stati gli arrosticini più buoni della vita?